Il marchio BIO

I consumi alimentari sono in continuo cambiamento ed i segnali sono davanti ai nostri occhi tutte le volte che andiamo a fare la spesa. Non importa che si tratti di un mercato rionale o di un ipermercato: troviamo e troveremo sempre più spesso cartelli e richiami a prodotti biologici. Ma conosciamo veramente cosa indica la sigla BIO? Sappiamo riconoscere il logo ed interpretarlo correttamente?

Il termine BIO deriva da agricoltura biologica, ovvero quel tipo di agricoltura ecosostenibile, cioè che non utilizza pesticidi e diserbanti di sintesi chimica ma si sviluppa attraverso l’utilizzo di sostanze e tecniche che contribuiscono alla tutela ed alla conservazione del territorio rurale.

Tali tecniche escludono appunto prodotti di sintesi generalmente utilizzati in agricoltura, non ammessi in regime di agricoltura biologica. Ciò significa che è possibile comunque utilizzare prodotti o sostanze simili a quelle di natura chimica, ma purchè siano naturali e rispettino l’idea del trattamento come tecnica colturale. All’utilizzo di sostanze naturali si affiancano infatti tecniche di gestione e di lavorazione che contribuiscono alla crescita e raccolta del prodotto agricolo.

Tuttavia, le rese dei prodotti BIO sono generalmente inferiori a quelle che si ottengono nell’agricoltura tradizionale: per produrre le medesime quantità di prodotto che si otterrebbero in agricoltura convenzionale sarebbe necessario mettere a coltura una percentuale di terre maggiore (dal 25 al 50% in più), scelta che porterebbe alla distruzione di habitat naturali fondamentali per la biodiversità. Questi dati giustificano e rendono più chiaro l’aumento dei prezzi che si registra generalmente nei prodotti biologici.

Iniziata negli anni Settanta del XX secolo attraverso la cosiddetta rivoluzione verde, l’idea di agricoltura biologica ha compiuto grandi passi, riconosciuti anche a livello comunitario fino ad arrivare al regolamento CEE 2092/91 abrogato poi dal regolamento CE 834/2007. Proprio con quest’ultimo regolamento si stabiliscono i criteri per definire ed identificare i prodotti BIO.
Possono essere dichiarati BIO tutti quei prodotti o alimenti la cui composizione risulta per almeno il 95% derivante da ingredienti biologici, conformi alle regole del sistema di certificazione e controllo di ogni singolo Stato membro della Comunità Europea. Questi prodotti sono identificati e riconosciuti dal logo Euro Leaf, obbligatorio dal 1° Luglio 2010 e facoltativo per paesi Extra-Europei.

Inizialmente escluso dalla dicitura di prodotto biologico, dal 2012 anche il settore del vino è stato regolarizzato. Attraverso una serie di restrizioni nell’utilizzo di determinate pratiche enologiche e di sostanze coadiuvanti durante la fase di vinificazione, si può definire vino biologico quando sia in vigneto (tramite l’utilizzo di uve bio e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati), che in cantina con la vinificazione, si utilizzano solo prodotti enologici e processi autorizzati dal regolamento UE 203/2012.

Il panorama del biologico chiama oggi in causa diretta il consumatore, che potendo conoscere e riconoscere la regolamentazione è parte consapevole della scelta tra un prodotto BIO e un prodotto tradizionale. Se da una parte spetta sempre all’organismo di controllo emettere la certificazione di conformità di prodotto BIO in linea con le disposizioni imposte dalla normativa, dall’altra questa non corrisponde necessariamente a maggiore salubrità del prodotto: non esistono infatti studi scientifici che ne confermino in maniera indiscutibile tale aspetto.

Resta la necessità di un’agricoltura più sostenibile, legata a produzioni meno intensive che ci permettono di riscoprire e tutelare le eccellenze territoriali e le tecniche di produzione secolari: la responsabilità verso l’ambiente nasce anche da ciò che mettiamo in tavola ogni giorno.