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Marchi di qualità

Ormai da una decina d’anni nel panorama gastronomico italiano, si è tornati a riscoprire eccellenze territoriale enogastronomiche, spesso associate ai marchi di qualità, vale a dire alle ormai famose sigle DOP, IGP, STG, ecc… Ma cosa significa esattamente?

In realtà dietro questi acronimi c’è un regolamento Comunitario Europeo, creato nel 2006 per promuovere e tutelare i prodotti agroalimentari sia all’interno che all’esterno dell’Unione Europea. Ognuno di questi marchi presenta specifiche e caratteristiche uniche, atte a valorizzare eccellenze e tipicità regionali e locali.
DOP, ovvero Denominazione di Origine Protetta, identifica la denominazione di un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione avvengono in un’area geografica ben specifica. Questo significa ad esempio che l’aglio bianco Polesano DOP può essere coltivato solo nella provincia di Rovigo, o che il pecorino siciliano DOP può essere prodotto solo nella regione Sicilia.
IGP, ovvero Indicazione Geografica Protetta, identifica la denominazione di un prodotto di cui almeno uno degli stadi della produzione, trasformazione o elaborazione avviene in un’aerea geografica determinata. Per esempio, il prosciutto di Norcia IGP può essere prodotto nella sola provincia di Perugia, ma non è necessario che gli animali siano nati o allevati nella suddetta provincia.
STG, ovvero Specialità Tradizionale Garantita, è un marchio che ha il compito di valorizzare una composizione tradizionale del prodotto oppure un metodo di produzione tradizionale, ma non fa riferimento ad un’origine specifica. In Italia attualmente abbiamo due STG: la pizza napoletana e la mozzarella.
DOP, IGP e STG sono marchi Comunitari, cioè creati, regolamentati e disciplinati dal Regolamento CEE n° 510/06.

Tuttavia, in Italia erano già presenti dei marchi nazionali prima del Regolamento CEE, creati nel 1963 per identificare piramidalmente la qualità dei vini. Si tratta delle note sigle DOC, DOCG, IGT.
DOC è il marchio che indica vini di qualità, originari di zone limitate richiamate dal nome stesso del vino. Le caratteristiche enochimiche ed organolettiche del vino devono quindi rispettare precisi requisiti fissati dai disciplinari di produzione: ne sono esempi il Verdicchio dei Castelli di Jesi, il Rosso di Montepulciano o il Marsala DOC.
Il marchio DOCG indica invece il particolare pregio qualitativo di alcuni vini DOC di notorietà nazionale ed internazionale. Tra i requisiti c’è l’imbottigliamento nella zona di produzione e in recipienti di volume inferiore ai 5 litri. Hanno questo marchio il Barbera d’Asti, il Chianti o il Cerasuolo di Vittoria DOCG.
Ad un livello inferiore rispetto ai vini DOC e DOCG si posizionano i vini ad indicazione geografica tipica: il marchio IGT indica vini prodotti in aree generalmente ampie. I requisiti sono meno restrittivi di quelli richiesti per i vini DOC.
L’adozione dei marchi riconosce prodotti d’eccellenza ma soprattutto disciplinati e controllati per ottenere la relativa sigla. Non è raro che alcuni prodotti presentino marchi falsificati e non rispettino nessuna regola di produzione, nemmeno le più elementari come quelle di tipo igienico. Il business dei marchi contraffatti crea enormi danni all’economia delle imprese oneste, ma anche alla salute dei consumatori ignari. Il rispetto ed il controllo dei disciplinari e dell’utilizzo delle infografiche comunitarie gioca un ruolo determinante nel pieno riconoscimento delle nostre eccellenze enogastronomiche nel mondo.

Grazie a questo il consumatore ha la possibilità di scegliere consapevolmente un prodotto di qualità, di valorizzare luoghi e tradizioni in forte difficoltà a seguito della globalizzazione e di acquistare ciò che corrisponde ai propri gusti. Ad un prodotto riconosciuto dai marchi di qualità si lega il territorio e la sua cultura centenaria fatta di lavoro, ma anche una dedizione gastronomica in grado di garantire la sostenibilità ambientale e il riconoscimento equo del lavoro necessario alla loro produzione.

Tutti i numeri dei prodotti italiani con marchi di qualità:
154 DOP
118 IGP
2 STG
341 DOC
75 DOCG
118 IGT


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