Julie & Julia, la cucina è quello che siamo

Anche senza bisogno di pensarci bene, il cinema ha costruito infinite stagioni ricche di immagini e di suggestioni legate alla buona tavola. Dalle ricette fantastiche ai pranzi indimenticabili, il cinema internazionale ha reso alcune sue sequenze non solo occasioni culinarie ma veri e propri omaggi alla cucina con la c maiuscola. Uno dei casi che rientra appieno in questo stile è Julie & Julia, film del 2009 scritto e diretto da Nora Ephron.

Nella straordinaria cornice parigina un altrettanto straordinaria e stratosferica Meryl Streep interpreta Julia Child, donna adulta e sposata che segue il marito in Francia per motivi di lavoro. Scoperta la cucina francese si appassiona ancora di più frequentando dei corsi specialistici e arrivando a scrivere un libro che diventa la Bibbia di tutti gli appassionati di cucina e delle casalinghe.
Cinquant’anni dopo, la giovane Julie Powell, aspirante scrittrice, si lascia ispirare dal libro di ricette di Julia Child per rimodellare i suoi propositi e per sperimentare, una per una, le preparazioni che legge. Raccontando di se in un blog che aggiorna quotidianamente, accoglie il principio secondo cui la cucina è personalizzazione e ci consegna l’evidenza di una donna autrice di se stessa ed in grado di definire il proprio finale con autentica determinazione e perseveranza.

art06_julie_julia_3

La narrazione procede in parallelo costruendo l’evidente generazione di conseguenze positive che le azioni di Julia Child hanno avuto sugli altri, anche a distanza di tempo e spazio. Il ricordo di una personalità mitica e al contempo esilarante permette quindi all’insicurezza di Julie di sciogliersi lentamente fino al compimento della 524° ricetta. Trade d’union in queste due esistenze è naturalmente l’amore per il cibo e la dedizione che, immessa nella preparazione, diventa una costante cura del proprio animo. Se infatti Julie & Julia si può definire un film ricco di spunti per la propria cucina è anche un crescendo di soddisfazioni del gusto, da vedere non solo come uno dei cinque sensi ma anche come porta che soddisfa ora la pancia, ora delle vite insoddisfatte.

art06_julie_julia_4

art06_julie_julia_2

La cucina di Julia Child e di Julie Powell si trasforma in un luogo sicuro dove apprendere di più e superare limiti e malcontenti per restituire poi al proprio esterno delle nuove occasioni di confronto. Perché ciò che accade a queste due donne dal nome così simile è – non a caso – altrettanto simile, e cioè un differito riscatto sociale che trova nella cucina l’unica occasione abbastanza forte per superare le proprie frustrazioni.
La cosa da sottolineare è che tra le due donne, distanti nell’età e nei chilometri, non avviene mai nessun incontro se non dopo la scomparsa di Julia Child, nella sua casa museo, luogo in cui Julie si recherà poco più che quarantenne. Ciononostante il cibo è filo conduttore di una reazione culinaria che è prima, durante e dopo, una reazione interiore.

Tuttavia sono gli esiti ad essere così diversi, quantomeno nella portata. A Julia Child verrà infatti assegnato un ruolo mitico e di riferimento, che si guadagnerà insegnando e conducendo una trasmissione televisiva, quindi scrivendo dei ricettari. Julia Powell si lascerà ispirare emulandone le gesta, prima aprendo un blog e poi pubblicando come lei un libro. Come in una sorta di scatola cinese il vissuto della Child dà origine a quello della Powell, che ricalcando una vita già vissuta recupera una delle azioni più antiche che esistono (cucinare, appunto) per delineare il suo futuro.
Scegliendo di saltare da un’epoca all’altra il film rende facili da riconoscere alcuni strumenti caratterizzanti di momenti storici diversi: prima la televisione e poi Internet, che trasporta sul web un modello meno fresco ma ugualmente di successo se si considera che oggi la didattica culinaria sui social e non solo scala delle vette ripidissime.

Con Julie & Julia, sebbene l’andirivieni negli anni potrebbe turbare la linea narrativa, si può riconoscere nel cibo e con il cibo una sintonia spiazzante, pur mettendo sul piatto così tanti colori da rischiare un’accozzaglia. E invece no, perché il perno dell’insoddisfazione, del desiderio, della metamorfosi e dell’ambizione è sempre il bagaglio culturale delle due donne.