A tavola per un dolce Natale

Ogni luogo e ogni città mette a tavola, soprattutto in occasione del Santo Natale, i propri ricordi e le più antiche tradizioni. Se la vita di tutti i giorni è troppo frenetica per fermarsi a recuperare la memoria della cucina, le festività sono il momento più giusto per condividere con amici e parenti i dolci tipici di Natale.

 

Noi italiani amiamo per lo più il panettone e il pandoro, due dolci tipici di Natale del Nord Italia che hanno conquistato ogni parte della nostra penisola. Il panettone ha infatti origini lombarde e nello specifico il primo panaton è stato preparato a Milano. La ricetta tradizionale  e la sua vera origine si confonde con la leggenda e con racconti molto curiosi, uno dei quali sostiene che fu il cuoco di Ludovico Sforza a portare in tavola un dolce simile all’attuale panettone, per rimediare a quello che aveva preparato per il pranzo di Natale, dimenticato nel forno e bruciato. Parliamo di una storia vecchia circa 600 anni, dato che Ludovico Sforza fu reggente del Ducato di Milano dal 1480 al 1494. Da quel momento la ricetta classica del panettone è stata rielaborata più volte e riproposta con l’aggiunta di altri ingredienti che non erano mai stati utilizzati. Anche per questo motivo oggi esiste un Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi che produce il panettone tradizionale seguendo quanto previsto dal marchio, registrato presso la Camera di Commercio di Milano. Esistono infatti una serie di ingredienti da rispettare e delle procedure ben precise che conferiscono a questo dolce di Natale il nome esclusivo di panettone.
Ben diversa è la storia del pandoro, il cui nome deriva dal pan de oro che veniva servito nelle tavole dei veneziani del 1200. Il classico odore di burro e di vaniglia lo rendono inconfondibile ma non sappiamo se sia stato tramandato dalle sue origini romane o se appartenga al brevetto registrato alla fine dell’Ottocento. Oggi la zona principale di produzione è quella che circonda la città di Verona, ma come si sa esistono anche diverse varianti del classico pandoro che aggiungono creme, farciture o glassa.
Altri dolci tipici di Natale ed in particolare della cucina napoletana sono gli struffoli: piccole palline di pasta fritte nello strutto e realizzate principalmente con farina, uova e zucchero, che vengono servite avvolte da miele caldo o decorate con zuccherini colorati.

Non dobbiamo spostarci più di tanto per riconoscere altri dolci tipici di Natale che hanno invaso anche le nostre case. È dei francesi la tradizione del tronchetto, che prende il nome di bûche de Noël e altro non è che un dolce a forma di tronco d’albero ricoperto di glassa al cioccolato e ripieno di marmellata o di crema. Prepararlo assume un particolare significato se consideriamo che era tradizione porre dinanzi al focolare un tronco di un albero da frutta per osservarne la combustione e augurare prosperità e felicità. Un’altra credenza popolare riteneva poi che le ceneri ottenute potessero essere sparse per ottenere benefici di vario tipo. In Francia poi, questa ricetta ricordava il calore di un camino, simbolo di luce e di vita.

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Tipico dolce di Natale inglese è invece il pudding, piatto simbolo del regno Unito legato anche ad altre festività. È usanza preparare questo dolce a partire dalla venticinquesima domenica dopo la Trinità ed utilizzando tredici ingredienti, che rappresentano gli apostoli e Gesù. Un’altra curiosità è inserire nel composto delle monetine, in modo che chi le trova possa trarne fortuna. Il pudding ha origine nel XIV secolo e si modifica a partire dalla ricetta del porridge trasformandosi con l’uso di ingredienti addensanti che oggi lo fanno apparire come una grande torta soda e compatta. Più che essere un vero e proprio dolce, il pudding si presenta come un miscuglio di ingredienti dolci e salati: pane integrale, strutto, zucchero di canna, vari tipi di uvetta e liquori, mele, marmellata, mandorle, noce moscata, cannella, succo d’arancia, uovo, pangrattato e zenzero.

Della tradizione anglofona sono sicuramente più famosi i biscotti Pan di Zenzero, termine utilizzato per tradurre la parola Lebkuchen, tipico dolce tedesco. Diffusi anche in Alto Adige, questi biscotti speziati si compongono principalmente di frutta secca, agrumi canditi e spezie come cannella, anice, chiodi di garofano o noce moscata e sono spesso ricoperti da glassa.

Tipica della tradizione australiana è poi la Torta Pavlova. Il suo nome è particolarmente curioso perché ispirato ad una persona realmente esistita, la ballerina russa Anna Pavlova. È un dolce molto elegante costituito da una base di meringa (albume d’uovo e zucchero) e da una copertura di panna montata e frutta.

pavlova

Tornando di nuovo ad occidente ed approdando in Turchia scopriamo invece il Christopsomo, pane speziato e farcito di uvetta, pinoli e noci, considerato sacro dalla chiesa ortodossa. Questo dolce tipico di Natale porta fortuna e assicura benessere alla famiglia che lo consuma. La sua preparazione, abbastanza complicata, porta in tavola un’autentica opera d’arte composta di strisce intrecciate e minuziosi decori.

christopsomo

Infine è degli USA – ma anche degli anglosassoni – la tradizione di preparare la mince pie, dolce tipico di Natale e di Capodanno. Si tratta di una semplice torta di pasta frolla ripiena di carne o di frutta secca, accompagnata da spezie e da liquori come rum o brandy. Secondo la tradizione, parte che la mince pie sia il dolce preferito da Babbo Natale e che quindi se ne debba lasciare una fettina sul bordo del caminetto come ringraziamento, affinchè al risveglio si possano trovare delle calze piene e tantissimi doni.