La storia delle bacche di Goji e dei Superfood

Chiariamo subito un concetto: i superfoods sono una categoria di alimenti poco conosciuti, ma di cui molti, una volta scoperti, non riescono a fare a meno. Possono essere bacche, erbe, radici o alghe che possiedono diverse proprietà nutrizionali e apportano benefici di vario tipo alla nostra salute. Ad esempio, 100 g di bacche di Goji essiccate contengono fino a 150 mg di Vitamina C, l’equivalente del quantitativo che troviamo in tre arance.

 

Le due categorie di Superfood

La suddivisione di questi alimenti ci è utile a distinguerne le caratteristiche, per questo individuiamo superfood energetici, che si possono introdurre nella dieta quando si ha bisogno di una buona dose di energia e che stimolano vigilanza, attività e presenza, e superfood di Lunga Vita. A quest’ultimo gruppo appartengono erbe e frutti che agiscono sugli organi, tra cui le bacche di Goji, sorgente di proteine complete, di zuccheri immunostimolanti, di minerali antiossidanti e di betaine, che depurano il fegato. Al primo gruppo appartengono invece il cacao crudo, la Maca o il Guaranà.

Origine, classe di appartenenza e caratteristiche delle bacche di Goji

Le bacche di Goji sono un antichissimo frutto asiatico i cui primi documenti, legati al suo potere miracoloso, risalgono al 2600 a.C. Questi scritti parlano di un certo imperatore Yan, detto anche imperatore dei cinque cereali, che introdusse in Cina le tecniche dell’agricoltura. Lo stesso avrebbe redatto un trattato medico (il più antico testo cinese che descrive quasi 400 tipi di piante) in cui veniva specificato che le bacche di Goji venissero combinate con altre erbe per nutrire i reni e migliorare la salute. Altri testi di medicina sottolineano come queste bacche migliorino anche le funzioni della vista e del fegato.

Ma veniamo ora alle specifiche di questo frutto: la bacca di Goji è il frutto del Lycium Barbarum e del Lycyum Chinense, appartenenti alla famiglia delle Solanacee, originarie dell’Asia. Sono il frutto di un arbusto che al massimo della sua crescita può raggiungere anche i tre metri di altezza e che in primavera si riempie di foglie di colore bianco e porpora, rendendo la pianta ricca e colorata. Il cespuglio genera delle piccole bacche dal colore rosso vivo, il cui sapore assomiglia a quello dell’uvetta. A seguito della raccolta il frutto viene essiccato per essere meglio conservato: in Cina vengono prodotti più di 5 milioni di chilogrammi di Goji secche ogni anno, la maggior parte per uso domestico.

Delle bacche di Goji ne esiste una varietà americana, che si concentra soprattutto nel deserto a sud ovest degli Stati Uniti. Tra le tribù particolarmente note per il loro uso – e anche per la propria longevità – ci sono gli Apache, grandi consumatori di questo frutto.

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Raccolta, essiccazione e contenuto delle bacche

La raccolta si svolge alla fine dell’estate, quando il frutto è maturo e può essere staccato a mano. Questa fase è molto importante e deve essere effettuata con delicatezza per preservare l’integrità del frutto. Successivamente si procede all’essiccazione su una stuoia di bamboo, dapprima in una zona all’ombra e solo dopo in un luogo esposto al sole che consentirà alla buccia del frutto di indurirsi, mentre la polpa manterrà la sua morbidezza.

Le bacche di Goji contengono moltissime vitamine, potremmo dire che le forniscono tutte in modo completo (vitamine del gruppo B, vitamina C ed E), così come minerali ed oligoelementi, che lavorano in sintonia con le vitamine e sono importanti per il corretto funzionamento degli enzimi. Contengono anche 19 amminoacidi, tra cui gli 8 essenziali, e questo le rende un ottimo alimento per gli sportivi.

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Usi e benefici

Presidio di salute inestimabile, le bacche di Goji vanno consumate così come sono oppure reidratate in acqua tiepida, ma non bollente, per una decina di minuti. In questo modo saranno più morbide e più digeribili. Il modo più semplice di consumarle è come snack veloce, accompagnate a del cacao crudo o abbinate ad altri semi come noci o mandorle oppure semi di zucca. Possono essere immerse nel tè oppure andare ad arricchire una macedonia di frutta: ne basta una cucchiaiata ogni due o tre porzioni.

La ricchezza di sostanze nutritive delle bacche di Goji le rendono interessanti agli occhi di studiosi e nutrizionisti. Alcuni degli ambiti in cui l’introduzione può essere di aiuto sono, come abbiamo detto, la salute degli occhi – per via di antiossidanti che assorbono le radiazioni ultraviolette proteggendo la retina – ma anche l’immunità o la salute cardiovascolare, in particolare per il corretto funzionamento delle arterie e perché aiutano a combattere il colesterolo. Sono un alimento sano anche per chi soffre di diabete perchè hanno un basso indice glicemico e garantiscono un buon funzionamento del sistema endocrino: le bacche di Goji hanno la capacità di stimolare l’ormone della crescita (HGH) e supportano l’energia dei reni promuovendo le funzioni surrenali e una corretta produzione di ormoni.