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Il galateo: come comportarsi, soprattutto a tavola

La parola galateo è stata utilizzata per la prima volta nel trattato di Giovanni Della Casa, vissuto a Padova e poi a Firenze, intitolato Galateo overo de’ costumi, pubblicato dopo la sua morte, nel 1558. Il trattato non è altro che un dialogo con il nipote Annibale in cui trovano posto delle regole di comportamento e di costume che fino a quel momento non erano mai state scritte.

Le regole della classe agiata di metà Cinquecento oggi hanno cambiato forma e hanno superato un’etichetta fissa a favore di una società definita liquida, in continuo cambiamento, sempre pronta ad acquisire nuove forme. Infatti, sebbene si pensi che il galateo riguardi solo le regole da rispettare a tavola, in realtà definisce molti aspetti della vita relazionale: dai rapporti con i vicini ai matrimoni, dalle conversazioni in gruppo a qualsiasi altra situazione condivisa con altri. Varie enciclopedie ci ricordano infatti che il significato della parola galateo è da riferirsi ad un insieme di regole di buona educazione, che non si limitano solo affatto ad un solo ambito. Pensate che esiste anche un galateo della comunicazione scritta, ovvero un vademecum sulle regole della scrittura. 

Per quanto riguarda il galateo a tavola, invece, c’è da dire che comprende una serie di buone maniere che devono essere messe in pratica già prima dell’evento stesso. Non si tratta solo di comportamenti riferiti a pranzi o cene di gala ma anche di linee guida da seguire per far sì che anche delle situazioni informali non si trasformino in un cumulo di brutte figure. Vediamo quali sono le raccomandazioni imposte dall’etichetta.

1 – invito e menù: gli ospiti vanno invitati almeno una settimana prima dell’evento, in forma scritta se si tratta di un’occasione formale, oralmente se stiamo invitando degli amici. Il menù va pensato tenendo conto di allergie ed intolleranze di tutti: non è carino infatti escludere qualche invitato da parti della cena o del nostro pranzo perché non può mangiare quello che abbiamo preparato. Pensate poi ad alcune soluzioni che possono essere preparate con un po’ di anticipo: non è carino che la padrona di casa vada ai fornelli lasciando gli invitati a tavola! 

2 – apparecchiare la tavola: il galateo dice che, una volta posizionato il piatto, le posate devono essere posizionate ai lati, e nello specifico a destra i coltelli seguiti dal cucchiaio e a sinistra le forchette. Sistematele in ordine di utilizzo, dall’esterno verso l’interno. I bicchieri vanno sistemati sulla metà a sinistra del piatto, in alto: il bicchiere del vino dovrebbe stare sopra la punta del coltello e il bicchiere dell’acqua più in posizione centrale. Vicino ai bicchieri va posizionato il piattino per il pane. Il tovagliolo andrà sistemato alla sinistra delle posate oppure al centro del piatto, qualora scegliate quello di stoffa.

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3 – come servire i piatti: se siete i padroni di casa, ricordatevi di servire tutti piuttosto velocemente e di sedervi a tavola per dare inizio al pasto. Infatti i commensali dovranno aspettarvi e non iniziare da soli appena li avrete serviti: fa eccezione il caso in cui sarete voi a dire di iniziare a mangiare, magari se le pietanze si raffreddano. Ricordate poi di usare le posate di un piatto da portata e non le vostre, di servire a tutti il vino se ne prendete un po’ e di chiedere a qualcuno di passarvi un piatto che non riuscite a raggiungere perché troppo lontano.

4 – la postura giusta durante il pasto: prima di tutto, è d’obbligo lavarsi le mani prima di sedersi a tavola. Poi, riponete il vostro tovagliolo sulle gambe (non agganciandolo nel bavaglio della camicia o della maglia!) e scegliete una posizione comoda che non sia né troppo vicina al tavolo né troppo lontana. Evitate di curvarvi verso il piatto e di allungare le gambe. Oltre a questo, ricordate che lo smartphone non andrebbe tenuto a tavola, nemmeno per fare le foto al cibo!

5 – come comportarsi mentre si mangia: spezzate il pane e i grissini con le mani prima di portarli alla bocca e avvicinate le posate verso le labbra, con particolare attenzione a pietanze liquide come zuppe o minestre. Non soffiate sul cibo caldo e non bevete fin quando non avrete ingerito il boccone. Ricordatevi, nel caso in cui viene servito un primo piatto con pasta lunga, di non arrotolarla utilizzando il cucchiaio ma solo la forchetta. Infine, durante il brindisi portate comunque il bicchiere alla bocca anche se non desiderate bere o non l’avete riempito.

6 – cosa fare quando avete finito: se non desiderate mangiare altro, riponete le posate nel piatto a seconda del vostro gradimento, e cioè parallele al piatto in senso verticale per indicare che avete finito e parallele in senso orizzontale per indicare che era eccellente. Disponetele realizzando una croce per indicare che siete pronti per il secondo e appoggiatele in obliquo per indicare che state facendo una pausa. Incrociare il coltello tra i denti della forchetta significherà invece che non avete gradito il piatto.

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7 – di cosa parlare a tavola: non solo bon ton ma anche e soprattutto buon senso. Non è affatto una buona idea sussurrare escludendo gli altri né monopolizzare la tavola con le proprie idee. Necessaria invece la moderazione, non solo nel tono di voce ma anche nella gestualità che accompagna i vostri discorsi. Alcuni temi no: conversazioni religiose o politiche, o peggio ancora questioni legate al denaro. Evitate tragedie di vario tipo come malattie che potrebbero imbarazzare alcuni dei commensali. I temi si: scegliete discorsi su cui tutti possono avere qualcosa da dire, chiedete l’opinione degli altri o fate domande personali ma non troppo invasive, come ad esempio sui figli, sul lavoro, sulle vacanze.

Infine, qualche brevissima nozione su cosa NON fare assolutamente: prima di tutto, non dire mai buon appetito prima di iniziare a mangiare. Sembra infatti che si tratti di un invito sconveniente perché incita a mangiare in abbondanza. Secondo poi, non usate gli stuzzicadenti e non alzatevi mai da tavola se non è strettamente necessario: vietato farlo per fumare una sigaretta o per rispondere al telefono.


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