Storia del gelato italiano

La storia del gelato

I più temerari lo mangiano anche in inverno, ma con l’arrivo dell’estate il gelato allevia le italiche calure e non solo. Ma dove nasce il gelato, qual è la sua storia? Chi l’ha inventato e soprattutto quando?

Il gelato che conosciamo oggi è un’invenzione recente, che si sviluppa in Francia alla fine del 1600 ad opera di Francesco Procopio dei Coltelli, cuoco siciliano che apriva la prima gelateria moderna. Gli ingredienti che utilizzava erano simili a quelli attualmente adoperati: latte, panna, frutta e zucchero. Proprio dalla Sicilia, terra di origine di Francesco, arrivavano una serie di tecniche necessarie alla realizzazione del gelato, introdotte dagli Arabi: prima di tutto, quella di congelare la frutta, poi l’uso dello zucchero, ottenuto dalla canna da zucchero.

Di fondamentale importanza era anche la conservazione del ghiaccio durante il periodo estivo (all’epoca non esistevano i frigoriferi), tecnica che ha origini molto più antiche di quelle arabe e che si stima sia nata con l’uomo Neanderthaliano per poi evolversi a fasi alterne nel corso dell’umanità. Gli ingredienti, insomma, c’erano tutti, ed infatti da lì a poco nasceranno i sorbetti e le granite, oggi colazione di migliaia di siciliani durante la stagione estiva.

Dalla sua prima apparizione in Francia da parte del cuoco siciliano, il gelato si diffuse un po’ ovunque. Nel 1884 a Torino, in un’Italia appena unificata, nasceva la prima gelateria che produceva il primo gelato ad opera di Domenico Pepino, gelataio emigrato da Napoli e fondatore dell’omonima azienda tutt’oggi esistente. Proprio grazie al fenomeno dell’emigrazione il gelato raggiunse tutto il mondo, dall’America all’Inghilterra, dalla Germania al Canada. Oggi, all’estero, per identificare il gelato di qualità si aggiunge la parola “italiano” proprio per distinguerlo da tutti gli altri.

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Anche la tecnica si è modernizzata, portando il gelato a divenire un prodotto industriale e dunque facilmente reperibile in qualunque supermercato. La produzione artigianale presenta una percentuale più bassa di grassi ed una minore quantità di aria incorporata. Sempre dall’industria vengono introdotti i semilavorati, ovvero ingredienti composti precursori dei gusti di gelato, nati per semplificare la produzione da parte delle gelaterie. Tuttavia, i semilavorati hanno ridotto la qualità del gelato, standardizzando i gusti presenti nelle diverse gelaterie.

Solo nell’ultimo decennio, anche a seguito di una maggiore attenzione al prodotto di qualità da parte dei consumatori, le gelaterie abbracciano concetti oggi attuali relativi alla stagionalità e ai prodotti a km 0. Il latte e la panna tornano ad essere prodotti freschissimi ed italiani, la frutta utilizzata è fresca e di stagione, i semilavorati vengono spesso abbandonati per essere sostituiti con creme preparate con ingredienti freschi, prodotti tipici locali (come il pistacchio di Bronte o la nocciola tonda gentile piemontese), ed una maggiore attenzione ad allergie ed intolleranze come la celiachia.

Il gelato ha ancora tante pagine di storia da dover scrivere, proseguendo la sua evoluzione nel tempo. A noi invece non resta che scegliere il gusto e sederci in casa o all’aperto, da soli o con amici e gustare quell’attimo di freschezza e golosità che solo un buon gelato saprà darci.