Cinema e cibo: Repas de bebè

Cinema e cibo, combinazione di ingredienti

Cinema e cibo vivono entrambi della combinazione di molti ingredienti, che se ben accostati, anche se tutti non immediatamente riconoscibili, creano un risultato che soddisfa il nostro gusto.
Cinema e cibo sono entrambi una pratica sociale e rituale che si basa su abitudini e meccanismi cerimoniali, ma soprattutto sono il risultato della nostra identità culturale.

Era il 28 Dicembre 1895 quando al Salon Indien du Grand Cafè, nel Boulevard des Capucins, a Parigi, i fratelli Lumiere proiettarono, tra gli altri, Le repas de bebè, che inquadrava Auguste e la moglie nell’atto di dar da mangiare al loro piccolo sul seggiolone. Nel 1900, quando Melies girò Le repas fantastique, filmato che superava di poco il minuto e mezzo, cinema e cibo tornavano alla ribalta nella trasformazione di zuppiere in coppe dalle quali uscivano stivali, illudendoci con una continua comparsa e ricomparsa dei commensali a tavola.

Da queste apparizioni di più di un secolo fa, il cinema ha attraversato varie suggestioni legate alla buona tavola, alle diverse culture del mangiare, alla volontà di esprimere condivisione, ricchezza, povertà, vendetta, amore. I ruoli che i cibi possono assumere nei film possono parlarci in modo diretto o riferirsi ad un unico tema. Talvolta possono svelare precisi ruoli e significati, possono ribaltare il senso da attribuire a determinate figure o aprire riflessioni inedite. I piatti, dunque, costituiscono un preciso veicolo di comunicazione, anche quando possono apparire solo come il pretesto per rallentare le azioni, imponendo ai personaggi quella stasi che ce li mostra quasi sempre tutti attorno ad un tavolo o quantomeno seduti.

art 01_foto_Repas_de_bébéLe repas du bebè

art 01_foto_film MeliesLe repas fantastique

Sul grande schermo, così come nella vita, il cibo riflette allora sensazioni, desideri, ambizioni e stati d’animo. Il simbolismo che gli possiamo attribuire diventa quindi un criterio di validità per discutere sulle funzioni narrative nel mondo del cinema. È per questo che le scene o sequenze di cui un film si compone, che affrontano l’alimentazione come porzione di una narrazione più consolidata, possono essere indagate per scoprire prospettive di significato curiose e non banali oppure connessioni storiche e sociali con l’arte culinaria. Il rapporto strutturale esistente tra cinema e cibo è affascinante, non solo per le metafore a cui dà vita, ma anche perché la cultura della tavola nel film apre le porte all’osservazione precisa e dettagliata delle dinamiche narrative, dei rapporti tra i personaggi, delle condizioni dell’intreccio.